Archivio per maggio 2014

In questo articolo parliamo della regolarizzazione badanti e colf ed in particolare chi sono i soggetti interessati, come il datore di lavoro deve procedere per mettere in regola una badante o una colf e le conseguenze dell’assunzione irregolare di un collaboratore domestico.

colf 3 Regolarizzazione badanti e colf: come fare

Regolarizzazione badanti e colf: come fare per mettere in regola un collaboratore domestico e le conseguenze dell’assunzione in nero.

Soggetti coinvolti

I soggetti che sono compresi nella regolarizzazione badanti e colf sono due: il datore di lavoro e il collaboratore domestico.

Datore di lavoro

Il datore di lavoro può essere impersonato da varie figure con diverse caratteristiche. Può trattarsi di un individuo come un cittadino italiano, una persona residente in uno stato membro dell’Unione Europea, un extracomunitario con regolare permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o con la carta di soggiorno in quanto familiare di cittadino comunitario. Può anche essere formato da più di un singolo individuo, come una comunità religiosa, una convivenza militare o una comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e luoghi di assistenza per anziani).

Collaboratore domestico

Anche il collaboratore domestico può essere un singolo individuo con diversi profili. Può essere un cittadino italiano, un abitante di uno stato membro dell’Unione Europea oppure un extracomunitario con permesso di soggiorno in corso di validità che permette di svolgere un’attività lavorativa.

Mettere in regola badanti e colf

Per la regolarizzazione badanti e colf ci sono alcune procedure da svolgere che sono uguali per tutti i collaboratori domestici. Fa eccezione solo il caso della regolarizzazione badanti (o colf) conviventi per cui sono previste delle comunicazioni aggiuntive.

Regolarizzazione badanti e colf non conviventi

Per regolarizzare un rapporto di lavoro domestico di una badante (o colf) non convivente bisogna seguire alcuni passaggi: come prima cosa il collaboratore domestico presenta i propri documenti al datore di lavoro (assunzione badante), poi entrambi concordano sulle condizioni contrattuali. In seguito agli accordi presi fra le parti viene stipulato il contratto di lavoro ed infine si procede alla registrazione del rapporto presso l’INPS.
Tutto ciò può essere eseguito dagli specialisti di Colf Semplice in modo puntuale e conveniente. In questo modo il datore di lavoro non perde tempo ed ottiene un risultato pienamente conforme alle norme previste nel CCNL Colf.

Regolarizzazione badanti e colf conviventi

La regolarizzazione badanti (o colf) conviventi rispetto a quella per i non conviventi comporta alcuni passaggi aggiuntivi. Per legge un datore che fornisce un alloggio nella propria casa ad un collaboratore per più di un mese è tenuto a presentare il modulo compilato di cessione di fabbricato all’autorità locale di Pubblica Sicurezza entro 48 ore dall’inizio del rapporto. Le informazioni che vengono riportate in questo modulo devono contenere: il luogo esatto in cui si trova il fabbricato, i dati del datore, i dati e gli estremi della carta d’identità del collaboratore e il motivo della cessione. E’ perciò necessario registrare il rapporto presso l’INPS entro le 24 del giorno precedente all’inizio del rapporto e poi fare la denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza quando il collaboratore fruisce dell’alloggio.
Anche in questo caso Colf Semplice esegue e mette a disposizione del datore tutto ciò che serve: registra il rapporto all’INPS e fornisce il modulo di cessione di fabbricato, già compilato con i dati richiesti.

Badanti e colf non in regola

Se un datore di lavoro assume un collaboratore domestico in nero o in modo non regolare (senza cioè rispettare tutte le procedure previste) rischia di incorrere in sanzioni sia di tipo civile che penale. Di seguito elenchiamo alcune casistiche.

Mancata comunicazione all’INPS

Se non si comunica l’assunzione di un collaboratore domestico all’INPS è prevista una sanzione per il datore che va da € 200,00 a € 500,00 per ciascun lavoratore impiegato. Questa sanzione può essere cumulata con quella prevista per la mancata iscrizione del rapporto di lavoro presso l’INPS e con quella per i contributi versati in ritardo o non versati. Se non si iscrive il rapporto di lavoro domestico presso l’INPS il datore può incorrere in una sanzione che va da € 1.500,00 a € 12.000,00 per ciascun collaboratore, che aumenta di € 150,00 per ogni giorno di lavoro eseguito.

Contributi versati in ritardo

Un altro esempio è il caso in cui i contributi vengono pagati dopo la data di scadenza del versamento. Questo comporta una sanzione per il datore di lavoro da parte dell’INPS. Se il datore procede spontaneamente al versamento entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento, l’INPS applica il tasso vigente alla data di erogazione fino ad un massimo del 40% sull’importo da corrispondere nel trimestre. Se vengono superati i 12 mesi si tratta di evasione contributiva e viene sanzionata con un’aliquota che può andare dal 30% al 60% sull’importo evaso nel trimestre.

Permesso di soggiorno scaduto

Il caso più grave è quello di un collaboratore domestico extracomunitario che si trova in Italia senza permesso di soggiorno o con permesso scaduto o revocato. Se un datore assume irregolarmente un collaboratore nelle condizioni precedenti, è prevista una multa di € 5.000,00 e la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Per evitare tutte le problematiche, derivanti dalla mancata comunicazione del rapporto di lavoro all’INPS, dal versamento in ritardo dei contributi e dal permesso di soggiorno scaduto è consigliabile affidare la gestione della regolarizzazione badanti e colf a Colf Semplice: i nostri specialisti seguiranno con convenienza e professionalità tutta la contabilità dei vostri collaboratori domestici.

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Dal momento che il godimento delle ferie colf e badanti è un diritto irrinunciabile, ogni anno il collaboratore domestico ha diritto ad un periodo di riposo nel quale poter recuperare le forze fisiche e mentali. In questo articolo parliamo di ferie colf e badanti: dalla loro durata e retribuzione, alle modalità di conteggio, alla liquidazione, fino ai casi particolari per gli extracomunitari.

calcolatrice Ferie colf e badanti: come funzionano

Ferie colf e badanti: durata, retribuzione, modalità di conteggio e liquidazione.

Durata delle ferie colf e badanti

Indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro, il CCNL stabilisce che, per ogni anno lavorato presso lo stesso datore di lavoro, il collaboratore domestico ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi. Vengono escluse dal conteggio delle ferie colf e badanti le domeniche e le festività nazionali infrasettimanali eventualmente comprese nel periodo di riposo. A meno che non ci siano esigenze diverse delle parti, il periodo di ferie colf e badanti viene fissato dal datore di lavoro tra il mese di giugno e il mese di settembre. Di norma le ferie dei collaboratori domestici hanno carattere continuativo e si possono dividere al massimo in due periodi all’anno e devono svolgersi in due settimane entro l’anno di maturazione e le altre due settimane entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione. Se un collaboratore domestico sta usufruendo del periodo di ferie e si ammala, deve avvisare tempestivamente il datore di lavoro e ha diritto alla sospensione delle ferie che può riprendere quando non è più in malattia.

Retribuzione delle ferie colf e badanti

La paga di un giorno di ferie colf e badanti è pari a 1/26 della retribuzione globale di fatto mensile (e sono perciò inclusive dell’indennità di vitto e alloggio per i collaboratori che ne fruiscono normalmente). Se il collaboratore domestico ha maturato meno di un anno di anzianità di servizio, le giornate di ferie si riducono a tanti dodicesimi (considerando come mese intero le frazioni superiori a 15 giorni) quanti sono i mesi di servizio prestato cioè circa 2,167 giorni per ogni mese. Ad esempio se il collaboratore è stato assunto l’8 febbraio e chiede le ferie il 1° di settembre gli spetteranno 7/12 della retribuzione mensile.

Conteggio delle ferie colf e badanti in giorni e in ore

Dal momento che il CCNL Colf prevede l’assegnazione di 26 giorni di ferie all’anno, il conteggio corretto delle ferie colf e badanti viene eseguito in giorni (e non in ore). Tuttavia mentre alcuni gestori redigono buste paga in cui le ferie colf e badanti vengono conteggiate in giorni, altri le conteggiano in ore: nei due esempi seguenti vedremo come convertirle da giorni in ore e viceversa.

Esempio 1: conversione delle ferie da giorni in ore
In questo caso è necessario trovare il numero di ore corrispondente ad un giorno di ferie; per fare ciò si prende l’orario settimanale e lo si divide per 6, indipendentemente dai giorni lavorati. Ad esempio, se un collaboratore che lavora 36 ore la settimana avrà un giorno di ferie colf e badanti equivalente a 6 ore (36/6=6).

Esempio 2: conversione delle ferie da ore in giorni
In questo caso si dividono le ore di ferie disponibili con il numero di ore di ferie giornaliere. Ad esempio, se un collaboratore lavora 18 ore settimanali, un giorno di ferie colf e badanti equivale a 3 ore (18/6), quindi se ha 30 ore di ferie disponibili, si ottengono 30/3 = 10 giorni di ferie effettivi.

Liquidazione delle ferie colf e badanti

Come detto, le ferie colf e badanti sono un diritto irrinunciabile: conseguentemente non possono essere liquidate senza essere fatte, ma devono essere necessariamente godute. Fanno eccezione solo due casi in cui il datore deve corrispondere al collaboratore un’indennità sostitutiva al godimento delle ferie:

  •  quando termina il rapporto di lavoro per dimissioni o licenziamento del lavoratore,
  • quando il collaboratore ha un contratto a tempo determinato con durata inferiore all’anno e alla scadenza deve ancora godere delle ferie in maniera parziale o totale.

Solo in questi due casi è possibile liquidare le ferie al collaboratore che non abbia goduto di tutto il monte ore per ferie colf e badanti maturato. In caso di collaboratore convivente che fruisce normalmente di vitto e alloggio, quando è in ferie, gli spetta anche il pagamento dell’indennità sostitutiva stabilita annualmente nel CCNL, a meno che non ne fruisca anche nel periodo di riposo.

Cumulo ferie colf per collaboratori extracomunitari

Ai collaboratori domestici extracomunitari viene data la possibilità di cumulare le ferie per un periodo massimo di 2 anni. In questo modo il collaboratore ha la possibilità di maturare un numero consistente di giornate di ferie e di tornare nel suo paese di origine per un periodo sufficiente per poter sfruttare le spese di viaggio sostenute.

Per il sistematico conteggio delle ferie colf e badanti è necessario tempo, precisione e dimestichezza con alcune procedure di calcolo. Se il datore di lavoro lo desidera, può delegare tutto agli specialisti di Colf Semplice che offre la soluzione più efficace e conveniente per la contabilità del collaboratore domestico, dalla generazione delle buste paga e dei contributi, al calcolo delle ferie, della tredicesima e TFR.

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In questo articolo trattiamo dell’opportunità concessa ai lavoratori dipendenti, inclusi i collaboratori domestici, di ottenere nella busta paga badante e colf gli € 80,00 di bonus Irpef previsti dal nuovo provvedimento del Governo. In particolare vedremo di cosa si tratta, a chi spetta, come ottenerlo, le caratteristiche del bonus e quando viene pagato.

dollar Busta paga badante e colf: come ottenere il bonus di € 80

Busta paga badante e colf: un nuovo provvedimento del Governo ha previsto un bonus di € 80,00 per i collaboratori domestici

Cos’è il bonus di € 80

Il Governo ha approvato un nuovo decreto legge che stabilisce un aumento di € 80,00 nella busta paga badante e colf. Si tratta di un bonus valido per il 2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale che verrà attuato per l’anno 2015.

Destinatari e modalità di conseguimento

Spetta a chi è in regola

Il bonus spetta ai lavoratori dipendenti, nel nostro caso a colf e badanti che sono stati assunti in regola. Così i collaboratori domestici regolarmente assunti hanno un guadagno in più: oltre al fatto di non rischiare sanzioni legate al lavoro nero, regolarizzando il lavoro domestico hanno un aumento non trascurabile in busta paga.

Come ottenerlo nella busta paga badante e colf

Come già detto in precedenza, per essere i destinatari dell’aumento in busta paga è necessario che colf e badanti siano in regola. Poi per ottenere il bonus è sufficiente che il collaboratore presenti la richiesta nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo decidendo se chiederne il rimborso oppure utilizzarlo come compensazione delle imposte da pagare.

Caratteristiche e periodo di ottenimento del bonus

Entità del bonus

Il bonus di € 80,00 varia a seconda del reddito annuo: corrisponde a € 640,00 annui se il reddito raggiunge un massimo di € 24.000,00 e diminuisce leggermente se il reddito si trova fra i € 24.000,00 e i € 26.000,00 all’anno. Il reddito complessivo, che ci permette quindi di calcolare il bonus, non comprende quello dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.

Pagamento bonus in busta paga badante e colf

Il bonus viene cumulato a partire dal mese di maggio. Per quanto riguarda il pagamento se non è possibile per ragioni tecniche a partire dal mese di maggio allora viene differito al mese successivo. Per i collaboratori domestici il pagamento non avviene in busta paga perché il datore di lavoro non è il sostituto d’imposta.

Mesi lavorati prima di maggio 2014

Il Governo ha stabilito che il bonus spetta anche al collaboratore domestico che perde il lavoro prima del mese di maggio. Perciò coloro che vogliono ottenerlo sono tenuti ad effettuare la dichiarazione dei redditi 2015 in quanto il loro datore di lavoro non è considerato un sostituto d’imposta.

La condizione fondamentale per fruire del bonus di € 80,00 in busta paga badante e colf è quella di essere in regola: con Colf Semplice è possibile regolarizzare un rapporto di lavoro domestico a tariffe estremamente convenienti.

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La retribuzione colf è il compenso che il datore di lavoro eroga al collaboratore domestico per l’attività lavorativa svolta alle proprie dipendenze. In questo articolo vedremo come la retribuzione colf viene dettagliata nella busta paga di colf e badanti, quali sono le sue componenti e come viene gestita in caso di presenza di indennità di vitto e alloggio, di lavoro straordinario e di tredicesima.

retribuzione Retribuzione colf: come fare

Retribuzione colf: quali sono le sue componenti e come viene dettagliata nella busta paga colf e badanti

Busta paga

Secondo il CCNL Colf, quando il datore paga il collaboratore è tenuto a produrre la busta paga in cui sono dettagliati tutti i riferimenti della retribuzione colf. Dal momento che in busta paga devono essere riportati tutti gli estremi della retribuzione colf, è buona prassi farla firmare per accettazione al collaboratore in modo tale che possa essere usata come garanzia in caso di eventuali dubbi o contestazioni successivi. Non vi è un modello standard per quanto riguarda la busta paga, ma ci sono alcune voci che devono sempre essere citate:

  • dati anagrafici e codice fiscale di datore e collaboratore
  • periodo retribuito
  • retribuzione base ed eventuali scatti d’anzianità e superminimo
  • ore lavorate e festività/ferie godute
  • totale delle trattenute contributive (INPS e Cassa Colf) a carico del collaboratore
  • totale della retribuzione lorda e netta

Componenti della retribuzione colf

La retribuzione colf è composta da retribuzione minima, ed eventuali scatti d’anzianità, superminimo e compenso sostitutivo di vitto e alloggio.

Retribuzione base

La retribuzione colf base è l’importo orario o mensile stabilito tra datore di lavoro e collaboratore, che non può essere mai inferiore ai minimi retributivi stabiliti per legge. I minimi vengo aggiornati ogni anno.

Scatti di anzianità

Per ogni biennio di servizio preso lo stesso datore di lavoro spetta al collaboratore un aumento del 4% della retribuzione colf minima contrattuale relativa al proprio livello di inquadramento. Gli scatti possono essere al massimo 7 e non sono assorbibili da un eventuale superminimo. Gli scatti decorrono dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei 2 anni.

Superminimo

Il superminimo è la differenza fra la retribuzione pattuita e la retribuzione colf minima prevista per quell’anno in base al livello di appartenenza. Sommato alla retribuzione base e ad eventuali scatti di anzianità permette di calcolare: tredicesima, TRF, straordinari, contributi e imposte.

Indennità di vitto e alloggio

I collaboratori domestici in regime di convivenza hanno diritto di poter usufruire a titolo gratuito di vitto e alloggio messi a disposizione dal datore di lavoro. Quando, per diversi motivi, non ne possono godere, spetta in sostituzione il pagamento dell’indennità di vitto e alloggio. Quest’ultima dev’essere calcolata secondo i valori stabiliti di anno in anno dal CCNL e integrata nella retribuzione colf.
Durante le ferie, per congedo matrimoniale, per malattia o infortunio sul lavoro o per permessi retribuiti, se il collaboratore non fruisce di vitto e alloggio messo a disposizione dal datore, spetta il pagamento dell’indennità.
L’indennità di vitto spetta anche al collaboratore non convivente che lavora per 6 ore consecutive e durante la pausa non può assentarsi dal luogo di lavoro.

Retribuzione del lavoro straordinario

Il collaboratore domestico può lavorare oltre l’orario massimo, giornaliero o settimanale, su richiesta del datore (preferibilmente avvisando con almeno un giorno di anticipo, salvo imprevisti o emergenze). Per ogni tipologia di lavoro straordinario c’è una maggiorazione rispetto alla retribuzione colf normale.

Il lavoro straordinario diurno, cioè prestato fra le ore 6.00 e le ore 22.00, subisce una maggiorazione della retribuzione oraria del 25%; se le ore di straordinario di un collaboratore non convivente superano le 40 ore settimanali stabilite (sempre effettuate fra le 6.00 e le 22.00), fino ad un massimo di 44 ore, vi è una maggiorazione del 10%.

Il lavoro straordinario notturno, quello prestato fra le ore 22.00 e le ore 6.00, la retribuzione oraria viene maggiorata del 50%.

Per lavoro straordinario festivo, è considerata l’attività lavorativa svolta di domenica, durante il riposo settimanale e durante tutte le festività riconosciute dalla normativa vigente. La maggiorazione della retribuzione è del 60% per la domenica e per le festività e del 40% durante il riposo settimanale. Durante le festività si osserva il completo riposo (salvo emergenze o imprevisti), con l’obbligo di corrispondere al collaboratore la normale retribuzione anche se non era prevista l’attività lavorativa durante tali giorni. Se la festività cade di domenica il lavoratore può recuperare il giorno di riposo in un’altra giornata o essere pagato come fosse un normale giorno lavorativo.

Tredicesima

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che viene corrisposta al collaboratore nella retribuzione colf di fine anno. In alternativa è anche possibile erogarla mensilmente in busta paga del collaboratore. Se a fine anno il collaboratore non ha ancora maturato un anno di servizio, la tredicesima sarà di tanti dodicesimi quanti sono i mesi lavorati. Questa mensilità matura anche durante le assenze per malattia, infortunio sul lavoro, malattia professionale e maternità.

Se non avete il tempo o le competenze per gestire direttamente i dettagli della retribuzione colf potete delegare gli specialisti di Colf Semplice a tariffe molto convenienti. Il team di Colf Semplice si occuperà di tutto quanto necessario alla gestione di colf, badanti e babysitter: dall’assunzione alle buste paga e ai contributi INPS.

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I collaboratori domestici vengono classificati nel contratto colf secondo i livelli di appartenenza in funzione della tipologia di attività svolta e della quantità di esperienza o specializzazione. Questo articolo, tramite una sequenza di semplici domande, spiega cos’è l’inquadramento, a cosa serve e come va scelto.

piramide Contratto colf: come inquadrare i collaboratori domestici

Contratto colf: come eseguire il giusto inquadramento dei collaboratori domestici

Che cos’è l’inquadramento nel contratto colf?

L’inquadramento presente nel contratto colf definisce la mansione del collaboratore domestico e il livello di appartenenza a cui la mansione è associata.

A cosa serve l’inquadramento?

Il giusto inquadramento associa le mansioni del collaboratore domestico alla retribuzione minima fissata ogni anno dalle parti che stipulano il CCNL Colf (contratto collettivo nazionale collaboratori domestici).

Per individuare il corretto inquadramento di un collaboratore domestico nel contratto colf, è sufficiente rispondere alle seguenti domande:

Il collaboratore fa solo lavori di pulizia, oppure anche assistenza alla persona (incluse babysitter)?

Questa domanda è essenziale per una prima divisione di categoria:

  • Se il collaboratore esegue solo pulizie ed ha esperienza inferiore a 12 mesi sotto il diretto controllo del datore di lavoro, viene classificato come livello A. Le mansioni previste per il livello A sono: addetto alle pulizie, addetto alla lavanderia, aiuto di cucina, stalliere, assistenza ad animali domestici, addetto alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi, operaio comune.
  • Se invece il collaboratore esegue solo lavori di pulizia ma ha un’esperienza maggiore o uguale a 12 mesi nel settore, passa automaticamente al livello B. Le mansioni previste per il livello B sono: custode di abitazione privata, addetto alla stireria, cameriere, giardiniere, operaio qualificato, autista, addetto al riassetto camere e servizio di prima colazione per persone ospiti del datore di lavoro.
  • Come ultimo caso se il collaboratore è addetto alla compagnia o babysitter, allora fa parte del livello A Super (AS). Le mansioni previste per il livello AS sono: babysitter e addetto alla compagnia.

Nel caso in cui il collaboratore si occupi sia dei lavori di pulizia che dell’assistenza alla persona:

L’assistito è autosufficiente oppure no?

  • Se l’assistito è autosufficiente fa parte del livello B Super (BS). La mansione prevista per il livello B super è l’assistenza a persone autosufficienti.
  • Se invece l’assistito non è autosufficiente si usa il livello C Super (CS). La mansione prevista per il livello CS è quella di collaboratore domestico non formato che fa assistenza a persone non autosufficienti.

Se l’assistito non è autosufficiente vi è un’altra distinzione:

Il collaboratore è in possesso di una formazione specifica?

  • Se ha una formazione professionale specifica il corretto inquadramento è al livello D Super (DS). Le mansioni previste per il livello DS sono: assistente a persone non autosufficienti, direttore di casa.

Se il collaboratore domestico non ricade in alcuno dei casi precedenti, da contratto colf ci sono altre possibili mansioni: cuoco, collaboratore domestico con mansioni di coordinamento/responsabilità o addetto alla sola presenza notturna:

  • Se il collaboratore è cuoco ed ha le specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche dei suoi compiti e opera in totale autonomia e responsabilità è inquadrato nel livello C. La mansione prevista per il livello C è: cuoco.
  • Se ha i requisiti professionali specifici e lavora in autonomia decisionale e/o coordinamento rientra nel livello D. Le mansioni previste per il livello D sono: amministratore dei beni di famiglia, maggiordomo, capo cuoco, capo giardiniere, governante, istitutore.
  • Se invece ha come mansione la sola presenza notturna è l’unico caso del livello U. La mansione prevista per il livello U è la presenza notturna.

Per maggiori dettagli riguardo ai livelli di appartenenza del contratto colf si può consultare il nostro sito www.colfsemplice.it entrare nella sezione del CCNL e leggere l’articolo ‘Inquadramento dei collaboratori’.

Delegando a Colf Semplice la gestione del collaboratore domestico, i nostri specialisti si occuperanno di tutti gli aspetti della gestione della vostra colf, badante o babysitter: dal corretto inquadramento e retribuzione, alla lettera di assunzione, alle buste paga, ai contributi INPS e tutto il resto.

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In questo articolo vedremo come è strutturata una busta paga badante e colf che il datore di lavoro è tenuto a predisporre in concomitanza ad ogni pagamento al collaboratore. Nella busta paga badante e colf sono indicati tutti gli elementi della retribuzione, i riferimenti anagrafici e gli aspetti salienti del contratto stipulato fra le parti. La busta paga colf può servire anche al datore come garanzia in caso di controversie con il collaboratore perché viene emessa in duplice copia e siglata da entrambe le parti per accettazione.

Voci presenti nella busta paga badante e colf

In ogni busta paga badante e colf sono presenti tutte le informazioni relative alle parti che hanno stipulato il contratto, al rapporto di lavoro, alla retribuzione e altre informazioni accessorie.

Informazioni identificative

Nella prima parte della busta paga badante e colf sono elencati i dati del datore di lavoro e quelli del collaboratore: cognome e nome, codice fiscale, città di residenza con CAP e indirizzo. Questi dati definiscono le parti che hanno stipulato il contratto di lavoro.

Condizioni del rapporto

Oltre alle informazioni anagrafiche sono presenti i riferimenti al contratto:

  • la mansione svolta (ad esempio assistente ad autosufficienti, pulizie casa),
  • il livello di inquadramento,
  • il tipo di contratto (se è in regime di convivenza o meno, se è a tempo pieno o part-time),
  • il numero delle ore lavorate settimanalmente,
  • la data di assunzione,
  • il codice presente nella denuncia del rapporto di lavoro emessa dall’INPS che identifica quel determinato rapporto di lavoro,
  • la retribuzione minima stabilita dal CCNL (minimi retributivi)
  • il superminimo e gli scatti d’anzianità (retribuzione colf)
  • la paga globale lorda concordata

Retribuzione

La sezione principale della busta paga badante e colf è quella della retribuzione dove sono evidenziati gli importi spettanti al collaboratore domestico. Sono presenti diverse voci che variano a seconda della tipologia di inquadramento del collaboratore e di casi particolari che si possono verificare nel mese retribuito (es. ferie, malattia, straordinari, permessi, etc). Nel seguito vediamo due esempi di retribuzione relativi a un collaboratore convivente e ad uno non convivente.

Esempio di retribuzione di un collaboratore non convivente

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Retribuzione di un collaboratore non convivente nella busta paga badante e colf

Per il collaboratore non convivente la retribuzione lorda viene calcolata sulla base delle ore lavorate. Ci sono poi le voci relative alla retribuzione per giorni di ferie e per giorni di festività e al totale dei giorni lavorabili nel mese. In seguito troviamo anche le ore lavorate nel mese e le ore retribuite complessivamente che, in questo caso, differiscono dalle prime in quanto comprendono le ore di ferie e di festività. Le ultime voci presenti sono quelle relative alle trattenute contributive per INPS e Cassa colf. Va tenuto presente che le trattenute effettuate sono relative solo alla quota di contributi a carico del collaboratore domestico. In questo esempio le ore conteggiate per i contributi INPS sono diverse dalle ore retribuite complessivamente: questo perché il conteggio dei contributi INPS avviene per settimane intere e non sulla base delle ore lavorate nel mese. Da ultimo si procede alla somma di tutte le competenze a cui vanno sottratte tutte le trattenute ottenendo il netto pagato che è quanto va versato al collaboratore.

Esempio di retribuzione di un collaboratore convivente

retribuzione convivente 1024x365 Busta paga badante e colf: come fare

Retribuzione di un collaboratore convivente nella busta paga badante e colf

In questo esempio, vediamo la retribuzione di un collaboratore convivente che nel mese in esame ha fruito di 16 giorni di ferie e 2 giorni di festività. La retribuzione complessiva è perciò la somma della retribuzione per i giorni lavorati e della retribuzione dei giorni di ferie e festività. Da notare la presenza dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, relativa ai giorni di ferie, dovuta al collaboratore in quanto è convivente. Un’altra particolarità è la presenza dell’anticipo TFR che secondo CCNL Colf può essere erogato massimo una volta l’anno nella misura del 70% di quanto maturato. Da ultimo, anche in questo caso, si procede alla somma di tutte le competenze a cui vanno sottratte tutte le trattenute per ottenere il netto pagato da versare al collaboratore.

Informazioni accessorie

L’ultima sezione della busta paga badante e colf è quella delle informazioni accessorie in cui sono espressi ad esempio i valori relativi al rateo del TFR, al rateo della Cassa colf e il residuo di ferie maturati complessivamente dal collaboratore alla data corrente.

ratei residui Busta paga badante e colf: come fare

Ratei e residui nella busta paga badante e colf

Ricevuta di accettazione

Alla base della busta paga c’è lo spazio per la firma del datore di lavoro e la firma per ricevuta e accettazione del collaboratore.

Troppo complicato fare da soli? Colf Semplice facilita i datori di lavoro che non hanno il tempo o le competenze per gestire autonomamente la busta paga badante e colf e la contabilità di un collaboratore domestico. Con Colf Semplice Relax si delega tutto ai nostri specialisti che in modo efficiente e conveniente preparano lettera di assunzione, buste paga mensili, bollettini INPS trimestrali, sostitutivo CUD e tutto il resto.

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In questo articolo parleremo dei bollettini MAV dei contributi colf ed in particolare come viene calcolato l’importo da erogare, com’è strutturato un bollettino, chi effettua il versamento, quando e come vengono pagati i contributi.

Come calcolare l’importo dei contributi colf

L’importo dei contributi colf si ottiene moltiplicando il numero delle ore retribuite nel trimestre di riferimento con l’importo corrispondente al contributo orario. Quest’ultimo si individua secondo 4 differenti tabelle in funzione del fatto che il rapporto di lavoro sia a tempo determinato e indeterminato e che il collaboratore goda di assegni familiari o meno. L’importo del contributo orario varia a seconda delle ore lavorate settimanalmente e della retribuzione oraria effettiva che è composta dalla retribuzione base a cui vengono aggiunti l’indennità di vitto e alloggio (nel caso in cui spetti) e la tredicesima. Per approfondimenti sulle tabelle dei contributi è possibile consultare anche l’articolo sul sito ColfSemplice.it.
Se si desidera evitare complicazioni, attivando uno dei servizi gestiti di Colf Semplice saranno degli specialisti ad elaborare e inviare ai datori di lavoro i MAV per il pagamento dei contributi INPS. In questo modo, dal momento che i bollettini precalcolati dall’INPS non sempre sono corretti, non c’è il rischio di incorrere in sanzioni causate da un errato versamento contributivo.

tax receipt small Contributi colf e badanti: come fare i bollettini di pagamento

Come sono fatti i bollettini di pagamento dei contributi colf

Composizione bollettino MAV

Il bollettino MAV dei contributi colf contiene al suo interno tutti i dettagli necessari al versamento all’INPS. La prima parte è relativa alla causale del versamento dove vi sono riportati i seguenti dati:

  • codice fiscale di datore di lavoro e collaboratore
  • la sede INPS di riferimento
  • codice che identifica il rapporto di lavoro
  • nome e cognome del datore di lavoro e collaboratore
  • per quale anno e trimestre si effettua il versamento
  • le settimane che sono retribuite nel trimestre
  • il totale delle ore retribuite
  • la retribuzione oraria effettiva
  • l’importo dei contributi INPS
  • il codice dell’organizzazione (normalmente è la Cassa Colf con il codice F2)
  • l’importo di contributi dell’organizzazione (es. Cassa Colf)
  • l’importo totale di contributi colf che corrisponde alla somma fra l’importo dei contributi e quello dell’organizzazione
  • data scadenza del versamento (nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, il pagamento va comunque eseguito entro i 10 giorni successivi alla data di fine rapporto)

Sul lato del bollettino è presente una copia del cedolino da rilasciare al collaboratore come attestazione di pagamento dei contributi colf.

Chi effettua il pagamento all’INPS

Il datore di lavoro trattiene mensilmente in busta paga la quota di contributi colf a carico del collaboratore. Successivamente è il datore che versa i contributi all’INPS sia per la propria parte che per la quota del collaboratore. Unitamente ai contributi INPS il datore di lavoro paga anche i contributi per la Cassa Colf, ente che fornisce una copertura assistenziale sanitaria e assicurativa in caso di infortuni sul lavoro del collaboratore.

Quando si procede al pagamento

Il pagamento dei contributi colf avviene per trimestri e segue i seguenti termini:

  • per il primo trimestre: dal 1° al 10 aprile,
  • per il secondo trimestre: dal 1° al 10 luglio,
  • per il terzo trimestre: dal 1° al 10 ottobre,
  • per il quarto trimestre: dal 1° al 10 gennaio,
  • in caso di cessazione del rapporto di lavoro: entro i 10 giorni successivi alla data di fine rapporto di lavoro.

Se l’ultimo giorno utile per il pagamento dei contributi colf coincide con una domenica o una festività, viene aggiunto un giorno, perciò la scadenza è il giorno successivo.

tax bullettin Contributi colf e badanti: come fare i bollettini di pagamento

Bollettino INPS per il pagamento dei contributi colf

Modalità di pagamento dei contributi colf

I contributi colf possono essere versati con diverse modalità:

  • utilizzando il bollettino MAV dell’INPS;
  • online sul sito dell’INPS, entrando nella sezione ‘Lavoratori domestici’;
  • presso gli sportelli postali/bancari, tabaccherie che hanno il logo Servizi INPS.

Troppo complicato? Delegando la contabilità del proprio collaboratore domestico a Colf Semplice pensiamo noi a tutto quello che riguarda la gestione dei contributi INPS (oltre ovviamente alle buste paga e tutto il resto).

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